Ven. Apr 10th, 2020

Roma, quattro gol fuori dalla crisi

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Roma, quattro gol fuori dalla crisi

AS ROMA NEWS – Riappare, come per incanto, la Roma. Che torna in scena anche in campionato. È stata spesso assente fin qui nel 2020. Ma dopo il successo striminzito e sofferto contro il Gent (1-0) in Europa League, ecco quello convincente contro il Lecce (4-0). Differenza enorme da giovedì a domenica. Fonseca ritrova gol e giocate. E soprattutto la vittoria in questo torneo, dopo 3 ko consecutivi e a più di un mese dall’ultima di Marassi con il Genoa (e interrompe pure il digiuno casalingo: due mesi abbondanti sono passati dal 3-1 all’Olimpico del 15 dicembre contro la Spal). E, per non farsi mancare niente, festeggia, con il 2° clean sheet consecutivo (il 10° stagionale, contando i 4 nelle coppe), pure l’equilibrio di squadra. Dimezzato, intanto, il distacco dal quarto posto (-3), ma l’Atalanta dovrà recuperare la gara con il Sassuolo.

L’andamento lento durante il match di giovedì contro il Gent e soprattutto l’evidente calo fisico nella ripresa ha spinto Fonseca a cambiare qualche interprete. Rotazione, dunque, necessaria, con 4 novità dopo la gara di Europa League. Tornano Peres a destra per Spinazzola nel ruolo di terzino destro, Mancini per Fazio al centro della difesa, Under per Perez e Mkhitaryan per Perotti da esterni alti rispettivamente a destra e a sinistra. L’impegno ravvicinato con il Lecce, sempre all’Olimpico e a 3 giorni (scarsi) dalla sfida di coppa, chiama il ricambio dei giocatori. Mirato.

Dentro chi, sotto pressione, dà maggiori certezze tecniche e tattiche. Di qui la conferma di Pellegrini e, in mediana, di Cristante e Veretout, il rilancio di Under e ancora di più la scelta di Mkhitaryan che, con la classe e l’esperienza, accetta il doppio lavoro, allargandosi da attaccante sulla fascia e accentrandosi da rifinitore nel 4-2-3-1. A giovare della sua presenza è Dzeko che, coinvolto in ogni azione, partecipa e finalizza.

La Roma sblocca presto il match. E, come è accaduto contro il Gent, sfrutta il contropiede corto, rubando palla sulla trequarti. Non c’è nemmeno bisogno del pressing, l’omaggio è di Petriccione che lascia il pallone a Mkhitaryan. Imbucata d’esterno con il contagiri e sinistro di Under per il vantaggio in fotocopia con la rete di Perez giovedì sera. Il Lecce, dall’inizio del torneo, prende gol nel primo quarto d’ora. Le assenze penalizzano Liverani almeno quanto Fonseca: indisponibili Falco, Saponara, Babacar e Farias. Il 4-3-2-1 è rivisto in qualche posizione: in regia entra Petriccione, Deiola si sposta al suo fianco da mezzala destra, Barak avanza sulla linea di Mancosu e dietro a Lapadula.

Mkhitaryan timbra per il raddoppio, su assist (6° stagionale, 4 in campionato) di Dzeko, subito dopo il salvataggio di Smalling su Majer che sfrutta la gaffe di Peres. Il regista, in attesa del ritorno di Diawara, è Dzeko. Tocca a lui la gestione del pallone, almeno dalla metà campo in su. Veretout pensa solo a coprire Peres a destra. Cristante, quando si abbassa, non è invece preciso, ma la partita, comunque, rimane a senso unico nel 1° tempo: si legge nel possesso palla (65 per cento) e nella spavalderia offensiva.

Le chance sprecate da Pellegrini (2), Dzeko e Cristante rendono meno evidente l’efficacia ritrovata nella fase offensiva. Il Lecce, pur restando corto e parzialmente aggressivo, è vulnerabile dietro, leggero a centrocampo e impotente in attacco. Fonseca e Liverani intervengono all’intervallo per correggere gli assetti nei ruoli fin lì difettosi: fuori Pellegrini per Kluivert, con Mkhitaryan trequartista, e Petriccione per Shakov, con Deiola play e Barak arretrato da mezzala. La Roma, però, non sfrutta il cambio e lascia l’iniziativa.

Spazio in corsa anche a Perez per Under e a Tachtsidis per Majer. Dzeko, su assist di Kolarov, chiude il match a metà del 2° tempo: Vigorito respinge sul tap in del centravanti che poi non sbaglia. E il suo 102° gol in giallorosso (sale al 6° posto nella classifica all time del club), il 15° stagionale (12° in campionato). Su apertura di Perez fa centro pure Kolarov, insultato (come Pallotta) e fischiato dalla Sud. Standing ovation, invece, per Dzeko quando lascia nel finale il posto a Kalinic. Lapadula prende il palo sul 3-0 e quindi nessuna rete subita da Pau Lopez: mai successo nelle precedenti 7 partite di campionato del 2020 e lontana l’ultima senza prendere gol in A, il 6 dicembre a San Siro contro l’Inter.

(Il Messaggero, U. Trani)

Fonte
Author: Giallorossi.net

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