Aprile 11, 2021
Crespo: «Milan? Una squadra vera che ci sarà fino alla fine»

Crespo: «Milan? Una squadra vera che ci sarà fino alla fine»

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Crespo ha parlato a Gazzetta dello sport mettendo a confronto due sue ex squadre ovvero l’Inter ed il Milan , in lotta per lo scudetto

Crespo ha parlato a Gazzetta dello sport mettendo a confronto due sue ex squadre ovvero l’Inter ed il Milan , in lotta per lo scudetto.

INTER PIÙ DELLA JUVE- «Partita perfetta. Una vittoria che dà entusiasmo e consapevolezza. Quando batti la squadra che negli ultimi anni ha dominato il campionato, credi davvero di essere arrivato al traguardo.Epoi, parliamoci chiaro, l’Inter non ha vinto: ha stravinto. Va sottolineato. Dal punto di vista tecnico e tattico non c’è stata gara. E la squadra di Conte ha ancora margini di miglioramento. Ora ha forza, carattere, disciplina in campo. Tutti sanno quello che devono fare e lo fanno alla grande».

MI PIACE- «La concretezza. Cercano sempre la giocata in verticale, vanno subito al sodo. Ha elementi che fisicamente sono molto strutturati, ha potenza, energia. Guardate Hakimi: per fermarlo ci vogliono i cecchini! E Lukaku, là davanti, è una forza della natura: sitrascina i difensori con una forza pazzesca».

L’IDOLO MARTINEZ– «Non andando al Barcellona, come gli avevo suggerito, ha fatto un affare e i risultati mi stanno dando ragione. Lautaro è un fenomeno, in area di rigore è un
rapace: non sbaglia un movimento, quando calcia centra sempre la porta.In giro ce ne sono pochi come lui».

CETROCAMPO TOP- «Non un solo uomo, ma un intero reparto: il centrocampo dell’Inter è ben assortito. Barella mi piace parecchio, ma attenzione alla crescita di Vidal: Arturo non è ancora al top e, quando ci arriverà, i nerazzurri avranno fatto bingo».

IL MILAN NON MOLLA- «Il successo di Cagliari non era così scontato. Intanto il Milan giocava con la pressione addosso per la vittoria dell’Inter, era in trasferta, rientrava Ibrahimovic ma si sapeva in quali condizioni e c’erano parecchi assenti. Bene, date le premesse, mi sento di dire che è stata una vittoria molto importante. È come se i rossoneri avessero gridato: “Noi ci siamo!”. E ci saranno fino alla fine, perché sono una squadra vera, costruita con intelligenza dal mio amico Paolo Maldini e guidato con saggezza dal mio amico
Pioli. E poi c’è Ibra, che i ragazzi che si avvicinano al calcio dovrebbero studiare: fenomeno».

VALORE AGGIUNTO- «Il valore aggiunto del Milan, è il mix tra esperienza, che dà Ibrahimovic, e freschezza atletica garantita dai giovani. È una squadra che, quando ha il pallone, sa che cosa fare e qui è stato bravo Pioli a insegnarglielo. E quando il pallone ce l’hanno gli avversari va a pressare alto, va a far paura, a mettere ansia. Il modo in cui il Milan sta in campo è davvero moderno».

ESPERIENZA RISCHIO LIMITE- «Con uno come Ibra nello spogliatoio non puoi permetterti un attimo di rilassamento. Dunque non credo che il Milan possa soffrire di disattenzioni dovute all’inesperienza. È arrivato pure Mandzukic, uno che di partite
ad alto livello ne ha giocate. Semmai è un valore aggiunto il fatto di avere tanti giovani, forze fresche che in primavera saranno molto utili».

L’EUROPA CHE PESA- «Le partite internazionali a metà settimana tolgono energie, è
innegabile. Ma si può sopperire con l’entusiasmo e con una saggia rotazione dei giocatori. A
volte, come dice il mio maestro Ancelotti, è più difficile gestire una squadra che fa una sola partita alla settimana: magari ci sono mugugni perché uno gioca poco o non gioca».

CLASSIFICA FINALE- «Non cado nella trappola. L’Inter è più strutturata per vincere,
lo dimostrano gli investimenti. Il Milan sta andando oltre i propri limiti, e ancora non si sa dove possa arrivare. È una sfida bellissima: vorrei proprio giocarla. Un tempo con il Milan e
un tempo con l’Inter…».

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