Settembre 19, 2021

Kessie: «In squadra rapporti molto sereni. Con Leao insisto particolarmente»

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Kessie si racconta sulle colonne di Sportweek, il settimanale di Gazzetta dello sport, una lunga intervista con tanto di lui e tanto Milan

Kessie si racconta sulle colonne di Sportweek, il settimanale di Gazzetta dello sport, una lunga intervista con tanto di lui e tanto Milan.

IL PRESIDENTE- «Mi piace. È un nomignolo dato per scherzare, ma finché me lo dicono e nel frattempo lavoriamo duro, va bene».

COME È SUCCESSO- «È successo che un giorno, a Milanello, parcheggio la macchina nel posto riservato a Gazidis. Uno della security, uno che chiamiamo Rambo, mi fa:“Franck, ma perché hai messo la macchina lì”? E io: “Lasciala, da oggi sono il nuovo capo del Milan”.E Ugo Allevi dell’ufficio stampa, che aveva assistito alla scena, dice: “Perché lui è il presidente!”».

LO FA ANCORA- «No, no, altrimenti prendo la multa» (ride).

PIOLI LO CHIAMA COSÌ- «Quando vinciamo, sì».

E IBRA- «Anche lui, dipende. Se siamo in gioia (testuale), sì».

PIÙ IMPORTANTE DIO O IL PRESIDENTE- (ride) «Lo sai, tu?».

UN LEADER PER MALDINI- «Se ho qualcosa da dire a un compagno non lo faccio davanti a tutti perché non so come lui possa reagire. Lo prendo da parte e gli spiego. In partita è più difficile, perciò può capitare che cacciunurlo. Se qualcuno cammina, gli faccio: “Dài, corriamo, che dobbiamo vincere!”».

IN LINEA CON BENNACER- «Parliamo entrambi il francese. Mi succede pure con gli altri di esprimermi nella stessa lingua; solo dopo mi viene in mente che non mi capiscono. Allora mi sforzo di trovare la parola corrispondente in italiano, ma ormai l’avversario è andato…».

L’ULTIMA PAROLA A CHI SPETTA- «Parlano soprattutto i più anziani, Ibra e Kjaer. Loro e il capitano, Romagnoli».

ANCHE PER PARLARE CON PIOLI- «Lo stesso, loro tre».

RAPPORTO CON I GIOVANI- «Parlo con tutti, a cominciare dai più giovani: Hauge, Daniel Maldini…Anche con quelli della Primavera che ogni tanto si
allenano con noi, come Mionic».

MOLTO LEGATO A CALHANOGLU– «Siamo arrivati insieme nella stessa estate di quattro anni fa. Io vado a casa sua, lui viene da me. Ci assomigliamo come carattere. Quando abbiamo il giorno libero stiamo quasi sempre assieme: andavamo al ristorante quando si poteva, a fare shopping al Duomo… Ma frequento anche Bennacer, Meite, Leao, Saelemaekers…».

RAPPORTO CON LEAO- «Gli parlo. Lui ha quasi tutto. È molto forte, ha qualità, dribbling, a volte fa gol… Gli dico di restare concentrato, di mantenere sempre lo stesso livello di attenzione in partita».

 

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